Vantaggi prenotazione diretta:
- Miglior tariffa
- Pacchetti personalizzati
- Migliori condizioni di cancellazione
Prenota ora
chiudi
I miei genitori vengono dal sud Italia, quindi non sono un lombardo o un Laghee “doc”, ma sono cresciuto qui. Ho assorbito mentalità e modo di vivere del posto, per questo mi reputo Laghee al 50%.
Laghee è considerato chi proviene dal lago, ma non da Como o dalle zone vicine. Da Argegno a Dongo si è Laghee. Non si considerano, al contrario, Laghee gli abitanti di Bellagio, anche se magari loro pensano di esserlo. Ma questo non scriverlo, perché Giulia (quinta generazione alla guida del Belvedere Bellagio) si arrabbierebbe!
Non esiste una caratteristica unica che accomuna le persone che vivono qui, ogni paese è diverso e unico. Laghee è qualcuno che trascorre la giornata all’aperto. Non ama stare in casa, neanche quando fa freddo. È riservato ma ospitale, molto solidale e sempre pronto ad aiutare.
Come per qualsiasi italiano, famiglia e relazioni sono importanti, ma penso che un Laghee creda molto nell’individualismo. Vuole farcela da solo e ha la mentalità del “se stai bene, puoi farcela”. Non pensa alla fortuna o alla sfortuna.
I valori più sentiti sono la natura, le tradizioni e il legame con gli anziani. Anche i giovani qui credono molto nella tradizione. Tengono particolarmente a mantenere e tramandare gli eventi di un tempo.
Ogni paese e comunità qui ha le sue tradizioni e feste a cui è molto legato. Quasi non vorrei condividere la mia preferita di adesso, per paura che diventi troppo conosciuta… La festa di Sant’Antonio, il 17 gennaio (o il sabato prima o dopo quella data). Ha origini religiose, ma non è religiosa: la leggenda racconta che Sant’Antonio scese negli inferi per liberarci dal fuoco.
Quest’anno è stata la terza edizione, si tiene in un piccolo paese chiamato Naggio. Non è un luogo turistico – non ci sono né hotel né ristoranti – ma ha un bellissimo centro storico medievale ed è molto affascinante.
Prima della festa, si va in macelleria a prendere la carne di maiale, perché anticamente era l’animale più facile da allevare. Poi, la sera, si accendono dieci fuochi agli angoli del paese per riscaldarsi, e sei o sette case aprono le loro porte a tutti, per mangiare e bere insieme.
Una casa privata diventa uno spazio aperto a tutti. In ogni abitazione, o in altri luoghi come la biblioteca o persino la scuola, ci sono concerti. Musica da ballare, rock, acustica, classica. Si balla e si canta a squarciagola. È davvero qualcosa di speciale, in un posto completamente sconosciuto. Così reale e autentico.
Vivo a Griante, un piccolo paese di 700 abitanti, di fronte a Bellagio, sulla sponda occidentale del lago. Si trova a 270 metri sul livello del mare, e da lì un breve trekking porta a San Martino, a 500 metri. Ci si arriva in 25-40 minuti, a seconda della forma fisica!
Faccio questa passeggiata almeno una volta a settimana. Ogni volta, è come la mia piccola palestra mattutina. Non importa il tempo – grigio, soleggiato, qualsiasi – ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Una casetta dall’altra parte del lago, una nuvola, un riflesso sull’acqua. Mi sorprende sempre, anche dopo 40 anni.
Quando arrivi in cima e vedi il panorama, l’unica cosa che puoi dire è: “Vivo in un posto meraviglioso”
Oltre alla bellezza evidente del Lago di Como, ci sono storie e miti che si nascondono sotto la sua superficie.
Il Lariosauro è una leggenda locale: una creatura lunga 10-12 metri che si dice abbia vissuto nel lago prima dell’era dei dinosauri. Nell’Ottocento furono trovati fossili con la forma dello scheletro di questo animale.
Nel 1946, 1954, 1957 e 2003, pescatori e altri dissero di aver visto qualcosa di strano nel lago, persino più grande del Lariosauro originario. E così la leggenda continua! Proprio perché raro, diventa più reale. Se qualcuno vede qualcosa di insolito sul lago, si dice che sia l’evoluzione del Lariosauro, un po’ come il mostro di Loch Ness.
Molti si immergono nel lago, e anche se sembrerebbe non esserci nulla da vedere, si possono raggiungere profondità di 40-50 metri. Dicono che più si scende, più si vedono pesci che non avresti mai immaginato, grazie alla conformazione unic. Ci sono specie che vivono lì e non salgono mai in superficie.
Il Lago di Como è profondo 450 metri, e questo ha alimentato leggende su pesci dalle forme strane che nessuno ha mai visto e che si possono solo immaginare. L’essere umano ama esplorare la Luna e Marte, ma si sa molto meno delle profondità a noi più vicine.
Tornando in superficie, troviamo piccole gioie quotidiane che svelano l’anima del Lago di Como, soprattutto attraverso i suoi profumi nelle diverse stagioni.
Uno è il gelsomino. Ci sono tantissime case e ville che lo coltivano come ornamento. Quando fiorisce tra fine aprile e inizio maggio, annuncia l’arrivo dell’estate. Lo respiri e pensi: “Adesso è estate.”
Il secondo è l’erba. Con tutti i giardini che abbiamo qui, a fine estate, quando ognuno taglia il prato, l’odore si mescola all’umidità nell’aria. Verso sera, c’è questo profumo di erba e alloro: è davvero un “momento di fine estate”. Senza nostalgia o tristezza, sta arrivando l'autunno e sarà bellissimo.
Il prossimo passo