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Radici e rituali dietro l’amato aperitivo italiano

Nonostante siamo noti per i nostri vivaci disaccordi e per le identità regionali fieramente orgogliose – che si tratti del modo migliore di preparare un ragù o di chi abbia la squadra di calcio più forte – scoprirai che il rito quotidiano dell’aperitivo è presente in quasi ogni parte d’Italia.

Dalle piazze affollate alle stradine silenziose, da un vecchio bar tradizionale a un locale moderno con musica, l’aperitivo ha una storia ricca e stratificata quanto un tiramisù.

La stessa parola “aperitivo” deriva dal latino aperire, che significa “aprire”. E in effetti apre molte cose: l’appetito, certo, ma anche i sensi, le conversazioni e l’attenzione verso il momento presente.

 

“Dove facciamo l’aperitivo stasera?”

Traduzione letterale: “Where are we doing aperitivo this evening?”
Noterai che l’aperitivo si “fa”, non si beve semplicemente.

È una domanda che mette subito serenità. Inizi a pensare al sole che tramonta, a un drink leggero (magari con vista), ai colori ghiacciati nel bicchiere – il rosso aranciato di un Negroni o l’oro trasparente di un Metodo Classico – accompagnati da grandi olive verdi e patatine salate.

C’è entusiasmo per quel momento, ma anche l’attesa per la serata che verrà dopo. Segna un cambio di ritmo nella giornata, quando tutto intorno sembra prendere respiro.

Oltre all’atmosfera e agli stuzzichini, il cuore dell’aperitivo è ovviamente cosa si beve. Non è comune ordinare un cocktail creativo e fruttato, quanto piuttosto un drink a base di aperitivi o un buon bicchiere di vino o di birra. I meravigliosi drink a base di amaro, con il loro tocco di amarezza, vermouth dolce e una frizzante freschezza, sono pensati per risvegliare il palato, non per sopraffarlo, preparandolo alle delizie che seguiranno.

Dall’Antica Roma a Torino e alla Milano moderna

Sebbene l’aperitivo sia un elemento fisso della vita italiana, tramandato e custodito con amore attraverso le generazioni, in realtà è un po’ più “costruito” di quanto si possa pensare.

Alcuni suggeriscono che una sua forma embrionale esistesse già nell’Antica Roma, dove il vino veniva mescolato con acqua, miele, erbe e spezie. Si credeva che queste bevande aiutassero lo stomaco a rilassarsi e stimolassero un leggero appetito, favorendo chi aveva bisogno di mettere su qualche chilo. Beati loro.

Più probabilmente, la nascita dell’aperitivo moderno risale al 1786, a Torino.

Fu allora che Antonio Benedetto Carpano creò il primo vermouth commerciale: un vino fortificato e aromatizzato, pensato appositamente per essere gustato prima dei pasti. Fu un successo immediato in Italia e poi all’estero, soprattutto in America, dove divenne un pilastro della cultura dei cocktail.

Se Torino può essere considerata la culla della bevanda, Milano divenne probabilmente la capitale del “momento aperitivo” all’inizio del XX secolo, grazie alla comunicazione di un altro marchio iconico: Campari.

Campari portò l’arte futurista sui suoi manifesti, realizzò spot diretti da Federico Fellini (celebre per film come La Dolce Vita) e creò addirittura la “Campari hour”, con orologi speciali nei bar che segnavano le 18:00. L’aperitivo divenne così un appuntamento quotidiano: un bicchiere di vino, magari con un po’ di soda, o qualcosa di amaro. Campari a Milano, Select a Venezia. Qualche patatina, olive, o forse un trancio di pizzetta.

I preferiti dei nostri ospiti

Andrea, il nostro Bar Manager, ha visto crescere la popolarità di altri drink:
“Adesso molte persone ordinano un espresso martini. La prima volta che me l’hanno chiesto ho pensato: ‘ma cos’è?!’ Non l’avevo mai provato, ma ora è molto richiesto.”

Naturalmente l’Aperol Spritz è molto amato dagli ospiti, ma non è così comune per gli italiani berlo durante l’aperitivo. Non è proprio come ordinare un cappuccino dopo mezzogiorno… ma quasi!

Andrea aggiunge:
“Anche il gin è molto apprezzato, e ne abbiamo uno delizioso del Lago di Garda chiamato Gin Mario. È prodotto artigianalmente da un sommelier appassionato, Mario appunto, e l’etichetta della bottiglia è un disegno fatto dai suoi figli. Raffigura una tartaruga con della lattuga, a simboleggiare quanto Mario ami il gin così come le tartarughe amano la lattuga.”

Perché lo amiamo così tanto?

L’aperitivo è un’elegante scusa per fermare il tempo, brindare senza un motivo speciale e iniziare una conversazione. Mette in moto l’energia in tanti modi piacevoli. Si stuzzica quanto basta per non rovinarsi l’appetito e senza esagerare troppo presto.

Ma la vera bellezza dell’aperitivo, specialmente qui al Belvedere Bellagio, sta in quella profonda sensazione di essere in Italia, a celebrare la vita.

Qualunque cosa tu stia sorseggiando, c’è sempre quel delizioso fremito di entusiasmo, sapendo di essere solo all’inizio di una serata speciale, con persone speciali.

In fondo, è semplicemente un momento di gioia. Ogni singolo giorno.

I migliori bar di Bellagio (secondo Andrea)

Dopo aver gustato un aperitivo con il nostro Bar Manager Andrea – al nostro Lounge Bar, Pool Bar o in terrazza – ecco due suoi consigli per un drink in paese:

Caffè Bar Sport

Andrea racconta: “Questo locale a Bellagio è gestito da tre fratelli. Credo abbiano 92, 88 e 79 anni, ma non vogliono nemmeno sentir parlare di pensione. È un bar bellissimo, pieno di storia nascosta in bella vista: il biliardo sul retro, una vecchia cabina telefonica ancora presente, le piastrelle consumate dal passaggio delle persone, e le Pastiglie Leone. È anche l’unico posto in paese dove puoi comprare una bottiglia di latte fresco dopo le 20:00. Utile se torni a casa dopo una serata a servire aperitivi al bar dell’hotel!”

Enoteca Cava Turacciolo

Andrea: “Una piccola cantina nascosta con qualche tavolino sulla strada. Norberto, il proprietario, ama lo champagne e i rossi corposi toscani, quindi troverai un’ottima selezione di vini. Non servono piatti di pasta, ma offrono taglieri di salumi di alta qualità e un’ottima selezione di formaggi.”

Il prossimo passo

La vita di un Laghee (più o meno)